un tuffo nel medioevo

Castello di Torrechiara

INDIRIZZO: B.go del Castello 1

DISTANZA: 16 Km

DURATA: 6 ore

TIPOLOGIA: Aria aperta e natura

Il castello di Torrechiara è un maniero quattrocentesco dai tratti contemporaneamente medievali e rinascimentali; collocato sulla cima di un colle roccioso panoramico alle porte della Val Parma, è affiancato dal piccolo borgo medievale di Torrechiara, frazione di Langhirano, in provincia di Parma.

Voluto dal conte Pier Maria II de' Rossi quale possente struttura difensiva ed elegante nido d'amore per sé e l'amante Bianca Pellegrini, è considerato uno dei più notevoli, scenografici e meglio conservati castelli d'Italia. Dal 1911 monumento nazionale italiano, è inserito nel circuito dell'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli.

Il castello si erge alla quota di 278 m s.l.m. sulla cima di una collina terrazzata, i cui fianchi orientale e meridionale furono sopraelevati all'epoca della costruzione del maniero per consentire la realizzazione delle strutture difensive.

La possente fortificazione si sviluppa su una pianta pressoché rettangolare attorno alla Corte d'Onore centrale, con quattro torrioni quadrangolari posti alle estremità; è circondata dalla tripla cerchia muraria in pietra, modificata alla fine del XVI secolo: la più esterna, demolita, attorniava la collina; quella intermedia, abbassata, cinge il borgo esteso a nord del castello; la più interna, in parte sopraelevata, contorna il maniero.

L'edificio è inoltre accerchiato da un doppio fossato, valicato in origine da due ponti levatoi: il più esterno, scomparso, si sviluppava attorno al borgo; il più interno, ancora esistente, circonda la cerchia muraria più prossima al castello. Entrambi i fossati furono progettati asciutti da Pier Maria II de' Rossi stesso, che in tal modo voleva evitare che chi intendesse tentare la scalata al castello avesse la possibilità di nascondersi nell'acqua.

Il maniero, rivestito in pietra oltre che in mattoni sulla sommità delle torri, si innalza su alte scarpate, appositamente realizzate per motivi strutturali e soprattutto bellici. Oltre alle tre cerchie di mura, ai due fossati, ai doppi ponti levatoi e ai due rivellini, sono numerosi gli accorgimenti difensivi presenti originariamente nella fortezza, dei quali si scorgono ancora le tracce: il sinuoso percorso di accesso esposto al tiro degli arcieri; le ventiere in legno di chiusura degli spazi tra i merli ghibellini, in seguito coperti da tetti; i camminamenti di ronda compartimentabili; i lunghi beccatelli con caditoie che corrono sui perimetri delle torri e delle facciate esterne di tutti gli edifici; il massiccio mastio sormontato da dongione.

Il prospetto orientale si distingue dagli altri per la presenza dei due avancorpi aggettanti dai torrioni, realizzati alla fine del XVI secolo sopraelevando i bastioni della cerchia muraria più interna; in sommità vi si trovano due grandi loggiati panoramici, affacciati sulla Val Parma e sulla pianura.

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